10/06/2009
Accetto la sfida, anche se probabilmente la “pagherò” di persona. Ma quanto vale la libertà? Un prezzo inestimabile che - chi ha scelto di non essere sul libro paga di nessuno - si è sempre dichiarato disposto a pagare.
Mi iscrivo al PD e m’impegno a darti una mano, se lo vorrai, e a lavorare sodo. Un giorno il presidente Fini mi disse che sono: “inesorabile come il destino”, forse soltanto ora ho compreso le sue parole. Per me lui continuerà ad essere un esempio da seguire, un giusto tra i pochi, un amico il cui coraggio è forse impareggiabile e continuerò a ritenere che la svolta per l’Italia potrebbe derivare da un Kadima italiano in grado di riunire le migliori menti e i cuori più sensibili della destra e della sinistra: un partito nuovo guidato proprio da lui.
Ma al momento sono stanca di attendere il Moshiach. Questo è il momento di combattere soprattutto per ciò che più mi sta a cuore: un’Italia laica, democratica e giusta. Non ho altri posti in cui farlo, se non il PD.
Perchè come bene ha scritto Ceronetti: “La paura, sotterraneamente risentita dopo il nobile, generoso e non generico discorso del Cairo di Obama, è di essere abbandonati dall’America di fronte all’inflessibile procedere dell’islamizzazione europea. E questa sta avvenendo con l’attiva collaborazione della Chiesa cattolica (per motivi bioetici, per orrore dell’avanzata laicista, per inaudito disperato progetto di una futura spartizione religiosa, tra monoteismi, dell’influenza sulle anime umane: cave vaticanum). Ma se l’Europa (singole nazioni o ectoplasma di Strasburgo che potrà addirittura un giorno farsi corpo di sostanza) pensa di contrastare l’islamizzazione appoggiandosi ai partiti di obbedienza tacita o aperta alla Chiesa cattolica, è bene sappia che sono cadute da un pezzo le mura di Vienna e spento il fuoco greco di Lepanto: la cupola di San Pietro nasconde una colonna di sabbia. In-sha-allah… Dagli ultimi due papi viene la consapevolezza che l’Islam è vincente. (Il papa Ratzinger si è arreso subito dopo il pallone-sonda di Ratisbona). Ci sono oscillazioni in questa certezza pessimistica, ma la determinazione politica mi pare segnata dal «salvare il salvabile». Si ripresenta la scelta tragica di Pio XII: meglio Hitler che Stalin. Per Benedetto XVI è: meglio l’Islam che il controllo delle nascite, che una Europa giacobina, che i matrimoni gay, che una sfrenata (siamo appena agli inizi) libertà e rivincita matriarcale delle donne. Se è messa in dubbio la patriarchìa, la Chiesa drizza muri e l’Islam fa guerra.”
Non potrà mai esserci democrazia senza laicità. E non potrà mai esserci libertò, senza laicità. Su questo tema posso anche perdere antiche amicizie, ma non demordo.
In questa fantastica italia - appositamente scritta in minuscolo - dove le veline vengono candidate al posto di parlamentari (e vincono), dove si straparla di meritocrazia ma poi i “prof”, quelli un po’ baroni con la P maiuscola, chiedono trattamenti di favore nei confronti dei figli dei loro amici con tanto di azienda, dove basta chiamare “papi” l’Imperatore per ottenere un servizio da star quando vai a votare, dove c’è chi denuncia stipendi da fame, ma va al mare con la barca, dove i figli delle persone comuni fanno fatica ad uscire dal precariato, dove tutti invocano sicurezza, ma alle forze dell’ordine si impongono tagli, dove il rispetto della persona è persino negato nel fine vita, dove a gran voce si chiedono le “preferenze”, ma poi quasi nessuno le ha esprime, dove tutti si lamentano che le cose vanno male, però circa il 40% delega agli altri il suo destino e non va a votare, dove un principe prende voti perchè sa danzare e un ex musulmano prende voti perchè si è convertito al cattolicesimo… ebbene, in questa fantastica italia - sempre con la “i” minuscola - c’è ancora chi si spende e chi si è speso per un ideale.
Tu sei uno di questi e io non mi tiro indietro.
Ci vediamo al Lingotto il 27, magari un po’ prima per un caffè!
Shalom ve lehit’raot,
Daniela.
Daniela Santus, in risposta a Ivan Scalfarotto.
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